Abside vetrata di San Leonardo Murialdo nel Santuario di Nostra Signora della Salute – Torino
Nel Santuario di Nostra Signora della Salute a Torino si dispiega una delle opere più monumentali e meno conosciute di Oscar Piattella ossia la grande abside vetrata policroma, inaugurata nell’ottobre 1992 e realizzata con la tecnica tradizionale delle vetrate a piombo.
Ideata e disegnata a grandezza naturale da Piattella in due anni di lavoro, avvalendosi nei laboratori Gibo di Verona di modelli tridimensionali realizzati per sezioni in scala 1:1, l’abside è composta da circa 13.000 tessere di vetro soffiato a bocca di diverse tonalità. Alta 17 metri, con uno sviluppo semicircolare di 10 metri e una superficie complessiva di 170 mq, è articolata in 172 pannellature variamente sagomate, fissate a una struttura portante costituita da 13 putrelle in ferro che dalla base raggiungono il centro della cupola. Dimensioni, complessità progettuale e tecnica costruttiva danno la misura di un’impresa eccezionale, nella quale Piattella porta la propria ricerca sulla luce dalla superficie pittorica alla scala dell’architettura.
L’artista concepì, infatti, la vetrata come una grande architettura simbolica e ascensionale. Dal basso si innalza una massa di rossi e aranci, espressione della dimensione umana e terrena; più in alto profondi campi di blu evocano la materia cosmica in continuo divenire; alla sommità gialli e verdi luminosi introducono alla dimensione del divino. Sono, nelle parole dello stesso Piattella, «tre momenti per indicare l’umano, il cosmico, il divino». La luce non si limita dunque a rendere visibile l’opera in quanto ne costituisce la materia essenziale, trasformando il vetro e il colore in energia vibrante.
Per concezione e dimensioni, l’abside torinese rappresenta un episodio raro nel panorama della vetrata policroma contemporanea italiana postwar. Diversamente da interventi nei quali il vetro concorre alla definizione luminosa dell’intero edificio, Piattella concentra qui la luce in un unico, monumentale dispositivo visivo e simbolico, insieme focale e immersivo. La vetrata può così essere ricondotta alle grandi esperienze novecentesche dell’astrazione lirica e spirituale, pur conservando una fisionomia profondamente autonoma.
Alla sua base è custodita l’urna in marmo e cristallo con il corpo di san Leonardo Murialdo (Torino, 1828–1900). Il rapporto tra la presenza terrena del corpo e il movimento ascensionale della luce accentua ulteriormente la forza dell’opera che passa dalla dimensione umana al cosmo e dal cosmo al divino.
Dal 2026 l’Archivio Oscar Piattella ne promuove una nuova valorizzazione con il progetto Il respiro della luce, esperienza serale nella quale la retroilluminazione dell’abside, il suono, l’esperienza olfattiva e la performance rendono nuovamente percepibile la concezione originaria dell’artista e la straordinaria capacità della vetrata di trasformare la luce in spazio, materia ed emozione.
